Fare thee well

 

C’è un bellissimo verso di De André (pensavo, è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra) che in qualche modo ho sempre associato a Bert Jansch.

Lo ricordo, in uno dei tanti, memorabili concerti, far fatica a rimettere il cappuccio alla biro usata per autografarmi l’ennesimo disco, i movimenti ottenebrati e lo sguardo che non mette a fuoco l’oggetto. Poi riprendere in mano la chitarra, uscire per i bis, e suonare con quel fingerpicking dalla tecnica trascendentale, sul podio ideale dei chitarristi acustici di tutto il pianeta.

Ma Bert non è solo la chitarra: è quella voce di legno di quercia maturato nel whisky scozzese (non il contrario!), scozzese come il suo accento e come alcune delle storie che narrava in note, mescolate ad altre tradizioni, a progressioni di suoni che attingevano dal folk dell’area celtica e inglese, ma anche dal blues, dal jazz, e se ascoltate meglio persino dall’India.

Bert è l’epopea dei Pentangle, incredibile frutto di una stagione in cui la parola “crossover” si usava solo in elettronica e in cui le voci che fuoriuscivano dai solchi dei dischi made in UK ostentavano finti accenti americani: la pronuncia marcatamente inglese di Jacqui e John con il blend scozzese di Bert, gli strumenti rigorosamente acustici, con il contrabbasso di Danny e le percussioni di Terry a macinare purissimo jazz, la lezione di Davy Graham (altra perdita recente) rimandata al mittente dopo aver alzato la posta a dismisura, la stella a cinque punte che volava alto nei cieli della musica, ben prima che la stagione del terrorismo se ne appropriasse senza pagare i diritti sul marchio.

Ma Bert era anche il presente, l’incontro con Johnny Marr, altre corde ad accompagnare la sua stupefacente chitarra e la storia di un cigno nero a tener compagnia alle terribili vicende di Jack Orion e di Reynardine.

Il 5 ottobre 2011 Bert lascia questa terra, forse per trasformarsi in un tritone come Jimi, forse per fare il controcanto alla musa Sandy che fa girare i pianeti nella notte: e noi che fino a ieri ci chiedevamo a intervalli regolari “quando sarà la prossima visita italiana di Bert?”, dovremo in qualche modo arrangiarci.

(P.S.: no, non ci sarò a Milano il 18 per il concerto di John Renbourn, sarò all’estero per lavoro. Tempi DURISSIMI per noi Pentanglers.)

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25 risposte a Fare thee well

  1. sullina ha detto:

    Uh, non so cosa voglia dire quando un’artista che “ami” se ne va. So soltanto cosa si prova quando il tuo gruppo preferito in assoluto si scioglie prima che tu possa sentirli anche solo una volta dal vivo. Ma sono emozioni diverse, di sicuro. Bel post, proz!

    • Prozio ha detto:

      Grazie Sullina. Conosco entrambe le “emozioni” purtroppo (un po’ per l’età, un po’ perché ascoltare musica per me è come un secondo lavoro). Ma i gruppi che si sciolgono prima o poi si riformano quasi tutti.

  2. sullina ha detto:

    Infatti è quello che spero. Facessero anche solo una reunion a El Paso (città d’origine), io andrei. Nel frattempo mi sono accontentata di andare a sentire uno dei gruppi che è nato dallo scioglimento. Ma non è la stessa cosa.

  3. sullina ha detto:

    Ovvio che sono loro!

  4. sullina ha detto:

    Ma come hai fatto? Cioè, a El Paso quanta gente ci sarà?

  5. Prozio ha detto:

    Non lo so, è l’unico gruppo di El Paso che conosco e sono veramente bravi

  6. sullina ha detto:

    Io penso che Relationship of Command sia come la bibbia per un credente. NECESSARIO.
    Comunque sono troppo di parte. Li amo, ma li ho conosciuti nel 2001, qualche mese dopo il loro scioglimento. Sono andata a sentire i Mars Volta quando suonarono al Rolling Stones. Per un certo verso è uno dei concerti a cui sono più legata, nonostante il gruppo non sia tra i miei ascolti preferiti. Cedric e Omar erano lì! Proprio ieri su facebook ho scritto Sposerò Cedric Bixler!

    • Prozio ha detto:

      Io pure ho un sentimento contrastante per i Mars Volta, bravissimi ma troppo eclettici, troppo densi, troppo pirotecnici, troppo “troppi” per catturare la mia attenzione più di mezzora per volta.
      Relationship è il perfezionamento di un percorso esemplare, ma io ho un debole anche per le primissime cose, i due singoli ante Acrobatic Tenement.

  7. sullina ha detto:

    Wow Proz, mi stupisci in modo positivo! La mia canzone preferita in assoluto è Winter Month Novelty (El Gran Orgo). E poi rimango senza fiato al minuto 4:49 o giù di lì di Invalid Litter Dept. quando per un momento c’è silenzio, poi riparte e dopo urla in quel modo così stranziante che brividi su brividi.

  8. ilvecchiodaddy ha detto:

    La prima foto è meravigliosa.
    Quanto lo definisce?

    • Prozio ha detto:

      La prima foto è veramente tutto lui. Assorto nei suoi pensieri, assieme ai personaggi di tutte le storie che ha tramandato o architettato in questi anni e le cui vicende sono scolpite nei solchi del viso. Lupo solitario, anche nel condividere il palco.

  9. caperucitaroja ha detto:

    Ma quanto sono distratta? Mi sono persa 13 post…. non c’entra una ceppa, ma io quando è morto Troisi ero veramente a pezzi. Sono andata a vedere al cinema Il postino e nella prima scena, solo a vederlo magro e sofferente, appena ha aperto bocca mi sono messa a piangere. Tempo dopo ho anche sognato di ballare con lui una specie di valzer. Sorrideva.

    • Prozio ha detto:

      Anche io ho amato moltissimo Troisi. Per quanto voglia bene alla mia coniglietta, il mio animale preferito resta sempre il minollo.

  10. caperucitaroja ha detto:

    Grandissimo Proz!!! Hai dei gusti splendidi! Ma non ne dubitavo.

  11. caperucitaroja ha detto:

    Proz se torni in tempo per la partita di cartello inter chievo, passa a salutarci allo skybox !!!!

  12. ilvecchiodaddy ha detto:

    Stimatissimo Prozio, dolgemi non averla potuto salutare ieri allo stadio.
    Ero assiso allo sky-bpx di interistiorg unitamente ai goombadi Loden, Cape, Sullina, Nus, Coccoz, Arturo, ed altri ma è sfuggito l’attimo, e quei faccendieri si sono ben guardati dall’avvisarmi della sua presenza.

    Saranno naturalmente puniti, in particolare le goombadesse (per puro spirito maschilista).

    • Prozio ha detto:

      Ma no Daddy, sono tutte figlie tue, devi essere comprensivo… io salterò Pisella e Lille per un improvvido viaggio, ma dalla successiva sarò sempre presente al palco reale del terzo anello, avremo sicuramente modo di incontrarci allo skybox in uno dei prossimi intervalli!

  13. caperucitaroja ha detto:

    Proz, ma sei malato veramente????
    Saranno state le birre di Dublino, altro che Zarate!

  14. caperucitaroja ha detto:

    Proz, ma “750.000 anni fa ….l’amore” è un capolavoro, porca miseria!!!! Ed io lo ignoravo!!!!!!! Belo , bello , bello!!!!!!

    • Prozio ha detto:

      E pensa che all’ultimo concerto milanese hanno suonato quasi tutto Darwin… Comunque i primi tre album del BMS sono imprescindibili. I primi due addirittura obbligatori per legge.

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